Giorgio Sangiorgi: ‘Le Magnifiche’
13 Settembre 2009
Le Edizioni Scudo sono protagoniste di un’operazione culturale assolutamente importante in un periodo in cui ogni cosa viene commercializzata e persino la parola venduta a peso d’oro: mettono a disposizione testi gratuiti (sotto forma di eBooks) e li abbelliscono con tanto di “copertina” e illustrazioni di grandi qualità. Le serate del Blue Buzzard di Pierre Jean Brouillaud [free download] Le Magnifiche di Giorgio Sangiorgi [free download] Transits di Peter Patti [free download] Oggi prendiamo di mira Le Magnifiche, il romanzo di Sangiorgi con illustrazioni dello stesso autore e copertina di Luca Oleastri. La trama, in breve: Juliet Linton è una tenera fanciulla inglese della fine dell’Ottocento e non sa che dentro di lei albergano una forza e un potere insospettati. Di queste sue qualità se n’è accorto però qualcun altro: una donna misteriosa e gigantesca che si presenta un giorno alla porta di Juliet facendole un’assurda e inaccettabile offerta; un’offerta che la ragazza non può rifiutare e che condurrà lei e il lettore in un lungo viaggio e verso un’avventura estrema… Un grande romanzo di Sangiorgi, una singolarissima space opera, un lavoro che miscela molti sottogeneri della fantascienza con la spregiudicatezza di cui spesso sono solo capaci i giapponesi. Ma anche un racconto dedicato allo spirito femminile.
Nel mese di settembre sono usciti ben tre romanzi, nella collana “Long Stories”:
Si nota subito, fin dalle prime righe, che Sangiorgi è un narratore eccezionale, in possesso di cultura assai vasta e oltretutto di quel senso dell’”equilibrio della parola” che oggi sembra vieppiù andare smarrirsi in un selvaggio e incontrollato gesto logorreico. Le Magnifiche non è ovviamente la sua prima prova scribatoria (anche se Sangiorgi è noto principalmente come illustratore e fumettista); non a caso, risalta immediatamente l’abilità dello scriba di mestiere: già solo l’incipit è intrigante (“Il giorno che cambiò la vita di Juliet Linton, non si era presentato nel migliore dei modi fin dal primo mattino“) e l’ambientazione londinese fin de siècle denota la profonda conoscenza della metropoli sul Tamigi oltre che della letteratura “classica” inglese. Entro tali coordinate, si svolge una vicenda fantastica, a metà tra le storie di Dickens e l’odierno cinema d’entertainment…
Racconti fantastici – nuova edizione free
28 Maggio 2009
Presto la silloge di racconti horror In Paradiso è scoppiato l’Inferno (by franc’O'brain) come ebook sul sito http://www.ebookgratis.net/ !
Leggi qui una nuova intervista con l’autore
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Quotidianità ‘orrifica’
29 Luglio 2008
Chi ha seguito la mia attività di scrittore, avrà notato che ho sospeso (momentaneamente?) la pubblicazione di testi horror. Il motivo è che nella vita di ciascuno di noi irrompono periodi contrassegnati dall’orrore: quello autentico, che quasi sempre ha la facoltà di lasciarci senza parole o, se si vuole, di essiccare l’inchiostro della nostra penna. La morte violenta e improvvisa di uno dei nostri cari, l’aver accettato un lavoro umile e duro che avrebbe dovuto essere uno stratagemma di sopravvivenza e invece assomiglia sempre più all’Highway to Hell, il dolore immenso e assoluto del nostro compagno (della nostra compagna), accompagnato dai segni della vecchiaia precoce sul suo volto e nel suo spirito, lo stato d’animo abbattuto e sfiduciato di nostri amici e conoscenti che hanno avuto il coraggio di aprire una qualche attività che avrebbe dovuto renderli liberi e che ha finito per tradirli, scavando profonde rughe sulle loro facce una volta sorridenti… Tutto questo, sì, porta orrore, è orrore, e viene da alzare i pugni al cielo e inveire contro gli dèi e urlare: “In culo anche la Letteratura!”. Ogni tanto si intravede un raggio di sole e intuiamo: “Non bisogna abbandonare le speranze, non devo dire di no alla vita“. Perché forse – forse – le cose si aggiusteranno, le nubi si diraderanno – o, come cantavano i Dire Straits: “There should be sunshine after the rain”. Intanto però il danno è fatto, la ferita sanguina, gli occhi sono tirati in giù, la schiena è spezzata e chissà se riusciremo di nuovo a chinarci per raccogliere i fazzolettini di carta inzuppati di lacrime che segnano il cammino di chi ci precede. E’ questo l’orrore vero: non la vita ma la sua assenza; questa non-vita con la brutalità dei suoi artigli e delle sue zanne. Quando impareremo a scrivere di tutto ciò, quando saremo capaci di esprimere il velenoso miscuglio di pazzia socialmente organizzata e di atavici mostri che albergano nella nostra stessa ombra, quando riusciremo a fronteggiare l’imprevisto, a sopportare la sofferenza nostra e altrui, ad accettare il lato più oscuro e probabilmente ineluttabile dell’umana esistenza, saremo finalmente scrittori e uomini; più grandi e più autentici di qualsiasi autore di horror e generi limitrofi.

New Entry: ‘Apnea’, di Jhon Buell
7 Agosto 2007
Apnea. La realtà che toglie il respiro.
Un thriller-horror basato sulla storia delle “Bestie di Satana”. Di jhonbuell.
Sonia Lombardi rimase seria e tranquilla con la sua dignità da piccola donna, sapeva che una volta giunta alla maturità quelle torture sarebbero terminate o almeno lo sperava. (…)
Tre libri horror
1 Luglio 2007
Copia a nero, Sangue, macerie & vanità e In Paradiso è scoppiato l’Inferno: questi tre titoli fanno parte della produzione di franc’O'brain, scrittore di (cyber)horror, pulp e noir a cui si devono le famigerate sborror stories (TM).I libri sono reperibili su www.lulu.com, dove è possibile leggerne anche l’anteprima. L’ultimo della trilogia è gratuitamente scaricabile come eBook (in formato .pdf).
Peter Patti: ‘Città dell’Alfabeto’
2 Giugno 2007
Ora in edizione cartacea… Versione rivista e ampliata.
Peter Patti: Città dell’Alfabeto
(a.k.a. Alphabet City)
Hardcover, 122 pagg, formato 15×23 cm. Prezzo: €16.00
Disponibile anche l’eBook (.pdf): €2.50
Come sopravvivere in un mondo completamente impazzito? Alvo, il protagonista di Città dell’Alfabeto, si aggrappa all’amore, alla cultura, ai valori che vigevano durante la sua gioventù. Ma intanto ci sono i problemi di dove andare a rifugiarsi la notte, del dissetarsi, dello sfamarsi… e quelle strane gallette che chiamano “Rusky” e che vengono distribuite gratuitamente non acquistano certo un sapore migliore se si pensa con quale materiale vengono prodotte! Sulla bolgia dell’antica New York (ora una megalopoli che, similmente a una piovra, stende i suoi tentacoli sull’intera East Coast) regnano Mister Info e il Transputer Qasar, il megacomputer centrale. La rivolta sembra trovare posto solo su Ombre Contro, un e-journal presente sui canali clandestini di Hypernet…
“… se questo romanzo di Peter Patti venisse reso cinematograficamente ad es. da una Troma Co., quella che ha prodotto l’Uomo Tossico per intenderci, sarebbe il più grande tecno-trash del mondo.” (Stefano Donno)
http://www.lulu.com/content/898741
Mi svegliai con una fitta alla spalla sinistra. Era l’alba dopo un nuovo massacro e io giacevo sotto un marciapiede, immerso per metà nel rivolo della cloaca.
Qualcuno stava chino su di me. Aveva una voce come di raspa. “E’ solo questione di tempo, ormai” mi diceva.
“Cosa…?”
Sbattei le palpebre, contraendo i muscoli della spalla con una smorfia di dolore.
“La fine del mondo. La fine del mondo, fratello” perseverò il tizio. L’alito gli puzzava maledettamente. Dal petto gli penzolava una croce che, oscillando, mi solleticava il naso. “Non hai sentito quello che è successo a Tokio?”
Mi tirai su a sedere e lo fissai. Aveva due occhi scuri, spalancati su un abisso che solo lui vedeva. Il volto era coperto dal tatuaggio di una tela di ragno.
Tokio? Certo che avevo sentito. Pochi giorni prima un terremoto aveva distrutto la megalopoli giapponese. E allora?
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COSA DICE LA CRITICA:
Nel mondo odierno, superbia, invidia e avarizia sono le tre fiamme che tengono accesi i cuori. Ciò vale tanto più nel futuro prossimo venturo descritto in Città dell’Alfabeto, in cui gran parte della popolazione vive per strada, l’acqua è un miraggio e fioriscono traffici come quello degli organi umani. Alvo, l’io-narrante, vive nella megalopoli mondiale per eccellenza. Alphabet City è una piovra di cemento che si estende per buona parte dell’East Coast di quelli che una volta furono gli Stati Uniti d’America: una bolgia di desperados, ratti, avvoltoi e cani rabbiosi sui quali grava l’ombra cupa della multinazionale che detiene il potere politico.
Il protagonista riesce a sopravvivere solo perché sostenuto da un’idea fissa: ritrovare un suo amore di gioventù. Vuole inoltre scoprire cosa accadde veramente a suo fratello, scalzare dal suo trono il misterioso Mister Info e riuscire a compiere la più estrema delle imprese: scappare dalla megalopoli e incominciare una nuova vita, una vita vera, nell’hinterland, al di là delle Paludi del Non-Tempo e del Mare della Putrefazione.
Vidi una scrivania a vetro, due sedie girevoli, una libreria in legno. Gli scaffali della libreria si piegavano sotto il peso di volumi rilegati. Alla mia immaginazione apparve una Parigi moribonda assalita dalle termiti, i buchi nei libri della Sorbonne, boulevards con gli alberi infestati… In questa nicchia del Primo Mondo la letteratura aveva trovato salvezza.
Accarezzai con lo sguardo decine di titoli finché gli occhi non mi si appannarono. Amaramente pensai a quante e quali vie avevano percorso queste opere, prima di finire nelle mani errate. Mi volsi via con astio e livore.
Come il lettore avrà capito dal canone lessicale di questa cronaca, almeno ai libri non avrei dovuto rinunciare. Ho (ri)formato il linguaggio del mio spirito metabolizzando stile ed estetica di autori delle epoche più svariate. Non solo romanzi: articoli, saggi critici, opuscoli, pamphlets, racconti, manuali, trattati, monografie… Nei libri io finirò per bruciarmi e annegare…
Un tempo il mondo era un insieme di pochi, solidi insiemi. Poi la bussola si mise a roteare impazzita, le singole unità vennero scaraventate in giro e formarono uno sconnesso mosaico di brandelli e cocci incompatibili tra di loro, una matassa in cui invariabilmente ci si smarrisce. Nessun schema da poter seguire, la perdizione come status effettivo. E, al centro di tutto, l’Impastatrice, elevata oramai a ruolo di madre irreprensibile, caritativa nella sua azione distruttiva; l’enorme bocca un buco nero.





