3 capitoli gratis

12 giugno 2018

A questo link:

http://senzacolpoferire.blogspot.com/2018/06/tre-capitoli-da-doktor-wolf.html

online, gratis: tre capitoli da Doktor Wolf (un docuromanzo che racconta l’ascesa e la caduta di Hitler e del nazismo).

http://senzacolpoferire.blogspot.com/2018/06/tre-capitoli-da-doktor-wolf.html

#letteratura #storia #nazismo #germania #eBook

Prossimamente su Amazon Kindle.

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… ma anche il cinema e…

…e, sì, anche la musica indie!

O comunque musica buona, e (purtroppo) non di massa.

Tutti voi avete Spotify, nevvero? Allora seguite questa band tedesco-americana! Fate della loro musica il vostro soundtrack mentre studiate, leggete, “surfate”!

Retrorock – Psychedelic rock – rock music from Germany: WolveSpirit

On Spotify, click here!

https://open.spotify.com/artist/7pF7l17Rn1yMHFdAinC94H?si=JjxddKWIQNGGUbaT9t7bvg

I nuovi Jefferson Airplane!

C’è da notare tra l’altro che le copertine (psichedeliche!) sono realizzate dalla stessa cantante, la meravigliosa Debbie.

    

Tutti i CD su Amazon

 

#progrock #progressive #rock #rockmusic #music

Official Website

WolveSpirit on Facebook

 

I Canachi, di Peter Patti.

Romanzo. Cover flessibile, 240 pagg., 11 €

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Storia d’amore e satira sociale a un tempo. Poesia della disperazione. Il cantico (macchiato di sugo) degli italiani all’estero.

Fuga di cervelli??? Beh, questione di punti di vista…

***

Estratto

***

(…) La donna.  Per una vaga analogia, gli ritorna in mente la prima di tutte le donne: la madre.

È vero che pensiamo a nostra madre nei momenti più strani. Mentre siamo a pranzo con i colleghi, l’occhio ci cade sul coperto della tavola e ci rinviene la tovaglia a fiori o a scacchi che ospitò le briciole dei nostri pasti dell’età scolastica e i cui colori assorbivano la luce finché, lo sguardo perduto, non avremmo saputo dire se fosse mattino o sera e se nostra madre cantasse per orgoglio di noi oppure per tenersi compagnia mentre lavava i piatti rammendava spolverava.

Noi non abbiamo mai capito nostra madre: ricambiamo con indolenza il suo affetto. Noi non arriveremo a capire mai la nostra compagna: copuliamo e… ridiamo. Oppure ci incazziamo per i suoi sbalzi di umore… per la sua pateofobia… le sue lune!

Ci ripetiamo che questi capricci non derivano altro che dalla quantità di estrogeni presenti nel suo sangue durante le varie fasi del ciclo. Ma se è così, da dove proviene il lunatismo di noi maschi? Quali maree, quali pianeti influiscono su di noi, convertendoci in orsi, in lupi mannari?

“Britte, Bri’, Gitte. E dovrei rinunciare a te per il miraggio di un Wolpertinger?“.

A questo punto, la vista schiarita e interamente compreso di sé, balza all’impiedi e si incammina con cieca sicurezza. Attraversa uno schieramento di faggi e, come se lo avesse saputo da sempre, ecco laggiù la sua macchinetta con i tipici fanali sporgenti. Avvia il motore e, con tutta la calma di questo mondo, ritorna alla rete di strade cui – ora lo sa – appartiene indissolubilmente.

 

 

VI

 

 

Come abbiamo visto, di pomeriggio era d’obbligo trascorrere almeno una mezz’oretta al Dolomiti.  Roland, i capelli radi e gli occhi tirati all’ingiù, di solito era impenetrabile e poco incline a sbilanciarsi; ma, quando il suo localino non era affollato, si sedeva al fianco di Marco e colloquiava completamente rilassato. A forza di frequentare italiani, il gelatiere tedesco aveva finito col padroneggiare la lingua tosca.

“Mezz’oretta” significa il tempo di bere una spremuta d’arance e scambiare qualche chiacchiera sul caldo, sull’andazzo delle cose nell’universo della ristorazione, sugli avvenimenti sportivi, sulla Crisi del Golfo.

«Roland, credi che scoppierà la guerra?».

«Che ne so, Marco. Scoppierà, non scoppierà… Noi siamo lontani, non può succederci niente.»

La guerra non ci tange, quindi possiamo comportarci da persone di mondo, sorseggiare la nostra bevanda e ostentare l’impassibilità degli esseri superiori. Ma se non altro dovremmo ammettere di aver avuto fortuna: il potersi rivestire di civismo, di maniere squisite, è, infatti, il più esorbitante dei lussi.

«Scoppierà, non scoppierà… Che ne so?».

Oltre ad arrecare morte e distruzione, le guerre segnano la nascita di individui costretti a compiere un passo a ritroso: dal Neolitico al Paleolitico, per così dire. Molti dei sopravvissuti non sono che cadaveri nuotanti in un mare di cadaveri. Tanti altri – i padri, i fratelli, i figli – sono stati deportati o eliminati da un cecchino, caduti sul campo o precipitati in un cratere. Loro, i sopravvissuti, vagolano come morti viventi. A casa le loro donne li piangono come vedove mentre sono costrette a concedersi ai militi delle truppe vittoriose. Le stagioni penseranno a fugare il ricordo, e un giorno degli zombie resterà solo il nome – ma neppure questo è certo. Dispersi per valli e monti nelle “zone franche”, oltre quelle che furono le trincee nemiche, nelle terre di nessuno, questi solitari si pascono di erba. Passaporto e uniforme sono ininfluenti, il loro nome è stato radiato dagli atti notarili.

Svuotati da ogni desiderio, si smarriscono in città sconosciute, dove un idioma straniero gli si infilza nella gola. Rimangono sordi al richiamo dei tamburi e nessuno gli offre un bicchiere di acqua quando hanno sete; figurarsi una spremuta d’arance!

Ma con Roland non si poteva parlare di queste cose. («Noi siamo al sicuro, qui. La tragedia non ci sfiora.») Da beneducati cittadini dell’Europa moderna, si intavolavano altri argomenti, argomenti che vertevano sostanzialmente sulla cerchia dei conoscenti: personaggi comuni, con una testa, due braccia e due gambe all’incirca come me e te. Al Dolomiti  si poteva parlare – e lo si faceva spesso, difatti – di locali.

Ogni volta che Marco passava in rassegna insieme a Roland la situazione dei locali della zona, la struttura del microcosmo in cui viveva gli appariva secondo la visuale dell’economista. Gli sembrava di scorgerli, questi proprietari di discoteche, birrerie e ristoranti, mentre a sera, nei periodi di baisse,  facevano la ronda sulle loro supercilindrate spiando i parcheggi dei concorrenti per vedere chi incassava di più, se si incassava, e capire come mai da una parte c’era il pieno di gente mentre dall’altra regnava il vuoto sbadigliante. Incontrandosi ai crocchi, fingevano di non vedersi, oppure si scambiavano un breve saluto attraverso il parabrezza. O, ancora più ipocritamente, frenavano, scendevano e si venivano incontro con un «Oh che combinazione!» e «Carissimo! Passavo di qua per caso», sorriso marca Actors’ Studio e mano tesa in avanti.

Anche Geppo e Giovanni, a turno, andavano in ricognizione. La storia di Traumfurt era, per certi versi, la storia dei locali di Traumfurt: un gioco laborioso di alleanze e di simpatia-antipatia. Su questo tema i due compari la sapevano lunga, almeno quanto Roland, e potevano narrare con copiosità di dettagli e accurati richiami cronologici.

Il Dolomiti  era un punto di ritrovo fermo. In mezzo a tutti, smilzo e con i baffetti appuntiti, Roland cuciva conversazioni, redimeva peccatori, smorzava liti, informava sul valore giornaliero del marco, illustrava probabili investimenti redditizi; spesso più a suoni gutturali che a parole compiute, e senza l’obbligo di facili tueggiamenti. Inoltre scambiava soldi, produceva caffè semplici o corretti, infilava una cannuccia, offriva una sigaretta… Era un palo di sostegno e stava costantemente all’erta per scoprire ciò che avrebbe potuto sostenere ancora. Riempiendo coni e coppette, puntellava con il pensiero muri fatiscenti. Al di sopra del tetto si allargava un cielo tipicamente teutonico, wagneriano addirittura; pronto a crollare da un momento all’altro. Ma adesso era parzialmente nuvolo: lo strato di bambagia ne avrebbe attutito la caduta.

Anche quel pomeriggio sciamarono nella gelateria le solite scolarette, subito attorniate dagli italici soggetti. Fumando e bevendo, le ninfe a scartamento ridotto (Gundi, Julia, Luzi…) si misero a chiacchierare di pillole e preservativi: un tema che era evidentemente ormai di dominio pubblico. Marco si chiese se avessero mai sentito parlare del metodo di Ogino-Knaus (che, nella bocca di Giovanni, diventava meravigliosamente “metodo di Vagina-Grass”). La “sua” Nicole era in mezzo alle altre, ma – prese nota lui, non senza soddisfazione – non era tra la più impertinenti.

Fece il suo ingresso Geppo, perpetua attrazione di Traumfurt e dintorni. Aveva parcheggiato davanti al Dolomiti  la sua Mercedes 200D che ormai cadeva a pezzi. A mò di saluto, tuonò di avere una gran fame. Buffo tipo di ristoratore! «La fine del porco è l’inizio del prosciutto», citò da Anonimo, prima di addentare un panino imbottito, una delle specialità del Dolomiti.

Poco dopo arrivò anche Giovanni, esile e distinto, sempre carico di vis comica e con un’ombra di camera da letto che gli segnava il volto smagrito. Trovato posto, lo chef de cassius  svuotò sul tavolo il contenuto di una borsettina di cuoio. Una pioggia di monete si riversò tra i posacenere, i pacchetti di sigarette, le bibite e i mazzi di chiavi. Marco ignorava che Giovanni si interessasse di numismatica, e quello gli spiegò che era una passione che aveva scoperto di recente. Per lui il valore reale dei reperti era irrilevante; ad affascinarlo erano le monete esotiche: più esotiche erano e più se le teneva care. Disse di averne già chieste al trasportatore di mattoni turco Alì Fuat, alla scostante camerierina dello Shangri-La,  allo slovacco insonnolito che faceva il portapiatti all’Alexis Zorbas  e a Dimitri, cuoco dell’Alexis Zorbas  che assomigliava al pupazzo semprimpiedi con cui si giocava da bambini. Con tutti gli stranieri che c’erano in giro, non ci voleva nulla a procurarsi esemplari insoliti! Il clou  della sua collezione era costituito da certe monetine giapponesi talmente leggere che, a lanciarle in aria in un giorno ventoso, si rischiava di non ritrovarle più.

Un piccolo pubblico si raccolse intorno al tavolo, ma Giovanni-Giacchettov non concesse a nessuno il tempo di lustrarsi gli occhi ai vari ducati e talenti, ai pezzi di rame e ai pezzi d’argento, alle patacche con sopra un’aquila o il profilo di un tiranno re: tornato a radunare il gregge di spiccioli, lo spinse dentro il sacchetto di cuoio. Poi si diede a girellare per la gelateria, domandando ai connazionali se fossero in possesso di un esemplare delle storiche cinquecento lire. Infine rimase a scherzare con le mocciose. Alle sue spalle, Roland gli promise di fargli recapitare una preziosa rarità: il cinque marchi d’argento degli anni Cinquanta – un semi-doblone. «Wow!», fece il vivace “caprino“, «vielen Dank.»  Ma già stava scambiando battute con le pubescenti tutte deodorante e risarelle, dimentico dell’altro suo passatempo.

***

Compralo comodamente online su Amazon! (Clicca qui o sulla foto)

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#eBook

‘I Canachi – Un romanzo storico’

Un romanzo sull’emigrazione italiana in Germania.

Su #eBook Kindle e in versione cartacea (copertina flessibile, 10 euro).

#eBook

 

#letteratura #romanzo #Germania #emigrare #emigranti #Italia #italiani

i-canachi-cover-flessibile

… e l’inizio del PC!

Il 4 febbraio del 1991 il PC – Partito Comunista – cessava di esistere… per essere sostituito sempre più decisamente dal PC (Personal Computer)!

(Il XX congresso del PCI che si tenne a Rimini dal 31.1 al 4.2.1991 decretò la fine del più grande partito comunista occidentale)…

 

 

Leggi il seguito di questo post »

franc’O’brain è su “GoodReads!”

Vi troverete la lista dei titoli dei suoi libri.

horror 

__________________________________________________

“Sborror” (TM) è un termine che indica una letteratura di stampo horror con elementi weird.

È il marchio di fabbrica di franc’O’brain, che fin dagli anni 90 si fa notare come cyberscrittore, traduttore dall’inglese e dal tedesco, romanziere splatter… ma anche autore serio (vedi il suo romanzo I Dolori di Cyberius).

 

Questo volume (Sangue, macerie & vanità) raccoglie alcuni racconti “sborror”. https://www.amazon.it/dp/1976949378/

sangue-macerie-vanita-cover

146 pagg. V.M. 18

8 eurini

Gratis: l’eBook su Leonard Cohen

(In formato .pdf – clicca qui)

Leonard Cohen (“Sincerely, yours…”)

La biografia in italiano.
Con diversi testi in lingua originale.

cohen-macchinadascrivere

 

COHEN.pdf  <—

Dalla nostra Collana unQuartino

 

#musica #LeonardCohen #eBook #PeterParisius

 

Oggi: i Fibonacci Sequence

da Milwakee, North Caroline (USA)

Hanno realizzato il loro nuovo album, Cinema Finis. Dateci un’ascoltatina!

fibseq

fibonaccisequence.bandcamp.com/album/cinema-finis

Si tratta di rock pieno di power, progressivo, alternativo!

Finobacci Sequence.     (Fibseq)         #metalprog

Un sacco di musicisti là fuori meriterebbero maggiore visibilità… è nostro dovere aiutarli!

 

I Fibseq sono anche su ReverbNation.
https://www.reverbnation.com/fibonaccisequence

Fiaba di fantascienza

3 gennaio 2018

… anche su cartaceo!

 

 

citta-dell-alfabeto-cover

Copertina flessibile, 143 pagg.

7 euro

 

 

Città dell’Alfabeto, cupa fiaba fantascientifica dell’autore de I Canachi, di Giona, dei thriller sulla reporter di colore Miriam, è di nuovo disponibile come volume stampato (new edition).

https://www.amazon.it/dp/1976792274

#PeterPatti #fantascienza #romanzo

metropoli-apocalisse-akira

 

All’inizio degli anni Novanta, Città dell’Alfabeto fu un racconto lungo pubblicato esclusivamente online. Venne dato alle stampe da un paio di editori indipendenti, divenne eBook e, col tempo, si arricchì di nuovi particolari, si ampliò, trovò nuovi estimatori… Oggi, nella sua versione definitiva, si presenta come il contenitore di una visione romanzata – tutt’altro che ottimista – sull’umanità e sul destino del nostro pianeta.

 

metropoli-apocalisse-district9

Breve descrizione:

Alvo, il protagonista, è il cronista di una lotta per la sopravvivenza nella metropoli mondiale dove ha sempre vissuto e da dove non sembra esserci via di scampo. Quel luogo caotico è conosciuto come “Città dell’Alfabeto”; più esattamente: Alphabet City.

 

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Immagini tratte rispettivamente da: Akira, District 9 e I figli degli uomini.

 

 

 

 

 

1 gennaio 2018

1 gennaio 2018

                                 1gennaio

I dolori di Cyberius

franc’O’brain

romanzo

( )

 

dolori-di-cyberius-intern-streetlib

Smettere di fumare

29 dicembre 2017

Scrive The Guardian:

“New advertisement from Public Health England urges smokers to quit”.

guardian-nosmoke
 

Smettete di #fumare, by Jove! Se vi serve un consiglio, una buona guida… eccone qui una, scritta da un ex fumatore:

 

NO SmoKE – ‘Le sigarette sono nazi’ (formato eBook)

 
peter-parisius-no-smoke

 

Iniziate il #2018 con un proposito… propositivo!

Oggi: gli Hats Off Gentlemen It’s Adequate,

dal quartiere londinese di Camden Town.

 

hatsoff

Ci sono un sacco di musicisti là fuori che si meriterebbero maggiore visibilità e, soprattutto, un po’ più di incoraggiamento.

Perché non dedicare l’anno nuovo a questo lodevole proposito? L’ascolto delle canzoni di questi gruppi e cantanti è perlopiù gratis (su Reverbernation, su Bandcamp, su Youtube), ma anche solo acquistare i files digitali di un loro album (finanche a meno di 10 euro!) può essere di sprone.

Spargete la parola!

 

rockpolitrix1-record-player

************

 

If you are looking for a new band to follow and sustain, here’s

Hats Off Gentlemen It’s Adequate

from London, UK.

thumb-up

Give a listen – it’s free! I’m really enjoyin’ their sound.

https://www.reverbnation.com/itsadequate

 

 

 

giona-cover Amazon Kindle, eBook

 

È la storia di Giona, il classico amico di gioventù “sfigato” che, attraverso i versi, cerca di sopravvivere nella bolgia periferica di una città del Mezzogiorno.

Finché un giorno, insieme a “Scarabocchio” (un cane randagio che viene accolto nella sua confusionaria  famiglia), il giovane non si metterà finalmente in viaggio: verso il Nord, verso un’agognata indipendenza economica e… un sognato amore.

Gli riuscirà infine di riscattarsi, realizzarsi?

 

 

Giona, di Peter Patti.

Sottotitolo: “Un romanzo della Prima Repubblica”.

Amazon Kindle, EUR 2,50

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Su Amazon Kindle

 

 

 

NON PIÙ ORO NELLA CONCA

  _____________________

Qui, sulla piazzetta

aprica nel dicembre tiepido

di malata Sicilia,

ascolto rumori che intorno getta,

come strali che il verde annichilisce,

la meccanica di massa,

scontenta dei deserti. Con gli occhi

di Tristano, abbraccio la vasta vallata

della città invasa

che senza piú difese muore ormai.

Vollero gli uomini piuttosto le tenebre

che la luce… [Giovanni, III, 19]

La vista del forestiero,

che con amore si posò

un tempo su questi luoghi,

s’intristisce oggi,

trovando in casetorri enormi

e solide gru e d’ingorghi nastri

inciampo; ora, si eleva lo sguardo

al di sopra della scempiaggine,

dell’iniqua ferraglia, a cercare

l’ordinata corona di monti

che, pur se scuri di vedovanza

e sempre meno imponenti,

le stelle eclissano, i venti deviano,

delle nuvole la bambagia

trattengono,

e sempre meno giganti

e sempre più

cave di pietra.

 

 Sovente, sporgendomi

da questa terrazza periferica

su la mesta conca,

alle spalle lasciandomi superbe fole

frammiste a offese perfide,

del Leviatano oppressore

considero la villania;

allora, la mia età maledico,

i pugni e i denti

mostrando al cielo

dai tramonti più lillà che rossi;

al cigolio dei cancelli

che per sempre la natura precludono

e tutto ciò che non sia

macchia né ferita,

piego il capo appesantito

sull’indifferenza dei fratelli.

 

Ho la lotta in tasca.

 

 

 

 

 

 

AMERICA

  ________

 L’aria è piena di polvere nera.

Macchine urlano, tubi gorgogliano.

Città di acciaio dove tutto funziona.

E, se qualcosa si rompe,

facciamo finta di niente:
“È soltanto il mio cuore che non va.“

 

 

Benvenuti, my friends, a La Morte Delle Emozioni.

Vi regaliamo cilindri stelle-e-strisce

e appannati occhiali cerchiati d’oro.

 

E, se qualcosa si rompe…

 

 

Dio cavalca maestoso sul bianco cavallo

a dondolo nella prateria dei Cherokee, nera.

Avrei voluto incrociarlo, ma

NON LO VOLLE LA MIA SORTE!

iNO LO QUISO MI PECADO! Sempre più in alto,

  sempre più in alto cado.

Oh, il canto del mare!

Anima mia, ascolta il trionfante canto del mare!

L’uragano se ne va

battendo la terra con le sue braccia da gigante.

Io conosco questa

distesa desolata di acqua acre:

ho visto un bosco di alghe sul fondo, ho visto

uccelli stanchi, cieli bagnati…

ed ecco il gabbiano rapito che,

più leggero dell’ombra,

se ne va al vento malvagio,

aria infusa di perduti singhiozzi, voci deliranti,

sangue nero…

 

 

  “Dov’è la festa?“

  “Ma quale festa?“

E cammini con aria mesta,

Gershwin tuo compagno occasionale.

Nelle tasche profonde

nascondi le mani

mentre attorno a te

abbaiano i cani.

I cani abbaiano…

e la carovana passa.

È bello poter non pensare

a cose come l’Ineffabile,

ad Occhi, Orecchie,

Nasi e Bocche,

Mani e Rughe.

Vai verso le sponde del domani

macinando, sotto le suole,

sangue nero.

 

 

America,

ti videro apparire in ritardo;

tu ci ammalasti in anticipo.

Ti uccisero, ti rifecero,

e adesso tu uccidi e rifai.

Visione serica di donna in spazio

bugiardo: io fui corpo e mente in bilico.

 

Una poesia, un vestito lacero

per combattere i forse e i ma.

No, non bevo coke, baby;

non sogno California.

Amo i borghi e i veleni

della nostra Europa.

Rifiuto la purga del tuo latte acido,

mamma Coyote; e ti preferisco

in monofonia, umile e devota.

Con lo spirito di un Conquistador,

oggi do inizio al nuovo Medio Evo.

 

Fuori video e whisky da questa dimora!

Ecco, habeo factum: gli storici cenci

sulla pelle abrasa ho indossato.

 

 

Vivono tutti a Dite

i boys,

e, sospirando “amore“,

fanno di tutto per non fare niente.

Li puoi vedere ghignare

mentre imitano Giuda

mandandoti, sulla faccia ignuda,

il fumo proibito – bugia

di verità arlecchino,

dubbioso “remembering“.

Vent’anni e già tanti rimpianti…

Li osservo sventolare, crucciosi,

lo stendardo della debauche

costruita in serie

  e li lascio

svoltando l’angolo alfa

della mia (?) strada.

Ricominciare daccapo

in mezzo allo sfascio

e poi pure io, gridando, ridere:

Ogni cosa che vive e che muore

è cosa giusta e santa…“

Siamo i ragazzi degli anni 70.

 

 

Un fuoco arde a sera:

la festa è domani.

 

 

Dunque: camminare sopra un prato per prova,

con il sole o mentre piove.

Con la lingua indagare

sapori nuovi in conchiglie

dai flussi donate alla costa

di Big Sur:

suono di chitarra

che eccita, dà e prende.

Il secchio che si cala

nel pozzo

tornerà su

in un orrendo cigolìo

… già se ne indovina la risalita,

e un pulcino fugge vicino

con il suo tenero pigolìo.

 

Fango imbratta i miei coturni.

È duro, in inverno,

fingere che sia

facile.

 

 

Non mi resta dunque che

vendere la carcassa della vecchia Oldsmobile

e comprare il biglietto del ritorno

  per strada ferrata.

 

 

 

 

 

FATIMA

  ________

 

Pian piano mi perdo in te,

che vieni da una cultura

e non da una civiltà. E capisco

le maschere sospettose dei tuoi

dietro le mie spalle:

è gente che so semplice e onesta,

non mi faranno del male.

Intanto scavano le tue unghia

nelle guance mie i solchi

per le lacrime venture.

Nell’acqua del bicchiere,

i petali gialli diventano fiacchi

nel vano sogno di aria pura.

E sopra di essi volteggia

il mio, di sogno: fugace,

inutile, fragile e tardo:

  la violinista giapponese

  bellissima in Mendelssohn-Bartholdy

  ondeggiante con la sua criniera azzurra

  nella lunga veste viola…

La nenia del muezzin

e una più amorosa pressione

dei tuoi artigli

mi riportano a te.

Likulli helm muthabir amal…

 

 

 

 

Ebook delle poesie Ultima uscita: Schifanoja —> su Amazon

 

 

 

 

Breve biografia

6 ottobre 2017

La pagina dell’autore –
peter patti su Amazon

https://www.amazon.com/Peter-Patti/e/B00J3HDEVI

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05011416

Settembre. Settemb. Sett. S.

23 settembre 2017

I dolori di Cyberius

franc’O’brain

romanzo

 

( )

 

 

 

dolori-di-cyberius-intern-streetlib

 

Per una panoramica di tutti i titoli di franc’O’brain su Amazon Kindle, clicca qui:

 

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#horror #fanstascienza #sf #musica

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a quanto ne so)****************

Solo per informazione, e per avere qualcosa su cui riflettere seriamente:

 *******************

 oggi è la

Giornata Mondiale dell’Ambiente.

giornata-dell-ambiente
 ******************
******************
È praticamente analoga alla Giornata della Terra (22 aprile):
 ***

La prima Giornata Mondiale dell’Ambiente si tenne a Stoccolma il 5 giugno 1972.

L’ultimo incontro internazionale (a quanto ne so) fu quello su Barbados, nel 2014, dove – tra le altre cose – si discusse dell’innalzamento del livello dei mari (nel 2100 sarà di ben 2 metri!) e dell’inquinamento sempre più spaventoso di sostanze plastiche.

*

 

Ogni tanto si fa qualcosa, a livello politico. Non troppo però.
Tocca a ognuno di noi agire, nel suo piccolo.

Ma lo sappiamo già.

*

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… e ancora il diavolo!

15 maggio 2017

Un racconto sull’industria discografica:

#eBook #Kindle

 

Derek. Cantautore, chitarrista. Frontman di una band che lui ‘sente’ non appartenergli…

Un racconto sull’industria discografica.

 

#eBook (Amazon Kindle)

 

Via Diaboli: un racconto realistico – fin troppo – con elementi fantasy. Un romanzo sulle malattie serie, gravi, che lasciano il segno; sull’amore e sull’abbandono; su lavoro e disoccupazione; sull’emigrazione. E sui viaggi. Anche quelli ai quali ci costringono dopo che abbiamo venduto l’anima, con la speranza (vana) di poter salvare il corpo.

 

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