… e l’inizio del PC!

Il 4 febbraio del 1991 il PC – Partito Comunista – cessava di esistere… per essere sostituito sempre più decisamente dal PC (Personal Computer)!

(Il XX congresso del PCI che si tenne a Rimini dal 31.1 al 4.2.1991 decretò la fine del più grande partito comunista occidentale)…

 

 

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Gratis: l’eBook su Leonard Cohen

(In formato .pdf – clicca qui)

Leonard Cohen (“Sincerely, yours…”)

La biografia in italiano.
Con diversi testi in lingua originale.

cohen-macchinadascrivere

 

COHEN.pdf  <—

Dalla nostra Collana unQuartino

 

#musica #LeonardCohen #eBook #PeterParisius

1 gennaio 2018

1 gennaio 2018

                                 1gennaio

I dolori di Cyberius

franc’O’brain

romanzo

( )

 

dolori-di-cyberius-intern-streetlib

Smettere di fumare

29 dicembre 2017

Scrive The Guardian:

“New advertisement from Public Health England urges smokers to quit”.

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Smettete di #fumare, by Jove! Se vi serve un consiglio, una buona guida… eccone qui una, scritta da un ex fumatore:

 

NO SmoKE – ‘Le sigarette sono nazi’ (formato eBook)

 
peter-parisius-no-smoke

 

Iniziate il #2018 con un proposito… propositivo!

giona-cover Amazon Kindle, eBook

 

È la storia di Giona, il classico amico di gioventù “sfigato” che, attraverso i versi, cerca di sopravvivere nella bolgia periferica di una città del Mezzogiorno.

Finché un giorno, insieme a “Scarabocchio” (un cane randagio che viene accolto nella sua confusionaria  famiglia), il giovane non si metterà finalmente in viaggio: verso il Nord, verso un’agognata indipendenza economica e… un sognato amore.

Gli riuscirà infine di riscattarsi, realizzarsi?

 

 

Giona, di Peter Patti.

Sottotitolo: “Un romanzo della Prima Repubblica”.

Amazon Kindle, EUR 2,50

Breve biografia

6 ottobre 2017

La pagina dell’autore –
peter patti su Amazon

https://www.amazon.com/Peter-Patti/e/B00J3HDEVI

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Settembre. Settemb. Sett. S.

23 settembre 2017

I dolori di Cyberius

franc’O’brain

romanzo

 

( )

 

 

 

dolori-di-cyberius-intern-streetlib

 

Per una panoramica di tutti i titoli di franc’O’brain su Amazon Kindle, clicca qui:

 

https://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_noss?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&url=search-alias%3Daps&field-keywords=franc%27O%27brain

 

#horror #fanstascienza #sf #musica

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Appena aperto il nuovo canale Telegram della

Skuro Connection!

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@skurocon

t.me/skurocon

 

 

Editoria indipendente (digitale in primis) e links di interesse culturale.

 

Partecipate numerosi!

 

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Zero Connect

#eBook #romanzo

Pistoia. Un essere inqualificabile si aggira per la città. È il nipote di un celebre fisico italiano. Alla ricerca delle proprie radici… e del proprio sé contorto e corrotto. Finirà, durante le sue investigazioni, persino nelle zone dove agì il Mostro di Firenze…

 

Su Amazon Kindle (eBook)

Su CreateSpace (volume stampato)

skizoromanzo-peterparis-cartaceo-1  skizoromanzo-peterparis-cartaceo-2

 

Peter Patti – i siti

27 aprile 2017

Su bplaced: http://peterpat.bplaced.net/

Wixsite: http://panovideo.wixsite.com/peter-patti

Linkedin: https://www.linkedin.com/groups/8432933

Facebook: https://www.facebook.com/groups/1424626911083994

skuro-con

 

 

                                                                                                                                                                 Collana unQuartino     su Amazon.it    (eBook Kindle)

 

 

*** Skuro Connection è un marchio registrato (franc’O’brain design projects, 2002-2022)

I dolori di Cyberius

17 dicembre 2016

C’era una volta un ragazzo appassionato di computer, in un’era in cui il PC non ce l’aveva nessuno. Lui e i suoi accoliti venivano considerati mezzo folli

 

dolori-di-cyberius-intern-streetlib

… sulla nostra pagina di Facebook!

Skuro Connection     thumb-up

… ecco il nostro opuscolo (di un’ottantina di pagg.) dedicato a Leonard Cohen. Sarà lui il prossimo… Premio Nobel per la Letteratura? Certo è che Lenny (che fu un poeta e romanziere prima di darsi alla musica) se lo meriterebbe!

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eBook — Amazon Kindle

21 ottobre 2016

= = = Là dietro… nelle città dalle quali provenivo… imperava la crisi. ‘Krise’! ‘Crisis’!… Un vocabolo terribile, in qualsiasi lingua lo si pronunci. Uomini e donne lottavano per riuscire a tirare avanti, per campare, per non crepare di morte sociale… e non sapevano quale fortuna in fondo avevano! Io, emigrando, mi ero ammalato. Era questa la verità. Mentre i miei connazionali cercavano di non affondare nella melma della palude nostrana, Marco alias Marcus, nella sua nuova patria, aveva ottenuto un lavoro pulito e ben retribuito e si era dato agli svaghi. Ignorando che un germe letale era attecchito in lui.
Era così. La mia battaglia finale – ‘Via Diaboli’ – era ugualmente vera, concreta, ma di gran lunga più dura, più definitiva di quella loro; in quanto sfociava nella metafisica. = = =

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https://www.amazon.it/Via-Diaboli-francObrain-ebook/dp/B01JBFLHOW

>>Svoltai l’angolo mentre dal minareto più vicino risuonava l’ha’hallah che salutava il nuovo giorno.
Era un mattino di caldo inesorabile, nonostante l’estate fosse già trascorsa. Sul bordo inferiore del cielo giallastro
ardeva un sole strano, che sembrava essere formato da due dischi sovrapposti. Già molti, tossendo e sputando, si lamentavano per la sete; e intanto si affrettavano verso Times Square o il Village, dove, con un pizzico di fortuna,
avrebbero ricevuto la loro razione di acqua.
Nella mia borraccia ce n’era ancora un po’, conservata dal giorno precedente: decisi di farmela bastare, per evitare il tremendo parapiglia davanti alle botti…<<

 

‘Città dell’Alfabeto’ gratis sul web…

http://www.musicaos.it/testi/peterpatti/alphabetcity_peterpatti.pdf

 

… o per EBook su Amazon Kindle:

https://www.amazon.it/Città-dellAlfabeto-Peter-Patti-ebook/dp/B007W51SQ6/

#fantascienza

Un messaggio del grande franc’Obrain
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Prossimamente:

‘Via Diaboli’

Un fantasy moderno in versione eBook. Non lasciatevelo sfuggire! Visitate intanto la pagina dell’Autore e consultate la lista delle altre sue opere.

 

 

Via Diaboli: un giovanotto italiano emigrato in Germania apprende di dover morire. Gli danno la possibilità di poter prolungare la sua vita, sia pure di soli sette anni. Lui decide di affrontare il viaggio, che si rivela metafisico e durissimo…

 

 

Un libro divertente e triste a un tempo. Profondo ma anche lieve; lieve come il fruscio del cipressi in un autunno di morte.

La Skuro Connection vi augura buon divertimento con…

skuro-partita-italia-germania

Germania-Italia stasera alle 21:00.

Sfida classica tra la nazionale “multikulti” di Joachim (“Jogi”) Löw e la truppa azzurra guidata da Antonio Conte.

Chi vincerà? Una cosa è certa: chi supera questo turno, dovrà poi vedersela contro i fortissimi francesi.

(O contro gli… islandesi???)
Le scommesse sono aperte!

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Skuro Connection

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egitto-italia-2009-figuraccia

In Sciucrullah, uno dei nostri volumetti digitali della collana unQuartino, si sta giocando la partita di calcio Egitto-Italia e…

«Allora, Sciucrullah, quanto vinciamo oggi?» gli chiese uno degli italiani.

«Quanto vinciamo… chi? Io faccio il tifo per gli altri

«Ma tu sei cresciuto qui, qui!» (battendo con un dito sul tavolo). «Sei quasi uno di noi!»

«Non è vero. Sono arrivato qualche anno fa.»

«È arrivato qualche anno fa», confermò Rossi. «Parla benino l’italiano, ma è uno di loro

L’Egitto batté l’Italia per due a uno: un risultato sensazionale, che ingannava le attese della vigilia. Nel corso degli ultimi minuti della gara, i litigi tra i simpatizzanti delle due squadre rischiarono di sfociare in un pestaggio generale. Poi, quando la sconfitta degli Azzurri fu un dato di fatto, gli italiani lasciarono l’appartamento (salutati da Valeria, non salutata) mormorando ingiurie e minacce in direzione degli stranieri che continuavano a esultare sbeffeggiandoli.

 

sciucrullah  Amazon.it (per Kindle)                                 Sciucrullah

 Eccolo !   La Skuro Connection procede abbastanza speditamente con la pubblicazione degli eBook (per Kindle) dei racconti di franc’O’brain

Il contenuto di

Antologia sborror vol. 2

(V.M. 18):

Fausta
I corvi bianchi
Hotel Biancaneve
La grande ora di Amok
Arachnolove
Le Gioconde di Gesù
Il colpo mancante
Fulvia
Ogni volta che la pubblicità
Steroid Killer
L’ultimo consulto
Spooky
Pholcus Phalangioides

                                                                                Pag. 666  (Note)

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In tutto sono in programma tre raccolte “sborror” ((C) franc’O’brain). Questa è la seconda, come sempre piena di elementi mortiferi che però non esaltano una presunta tanatofilia dell’autore, quanto il suo attaccamento alla vita. Suo e… dei suoi personaggi.

Come il primo, anche quello attuale è un tomo abbastanza corposo (135 pagg.), pieno di “storie” raccapriccianti, sanguinose… ma anche di casi umani – stravaganti, bizzarri, splatter, tutti all’ombra dell’Orrido, dello Spaventevole.

Di seguito, una recensione dal web:

… La verità è che in Italia, dagli Anni Settanta, non è cambiato proprio nulla. Se un tizio di allora tornasse a sfogliare i giornali e a seguire la televisione solo oggi, dopo trentacinque-quarant’anni, troverebbe nomi nuovi ma, essenzialmente, gli stessi problemi: disoccupazione inarrestabile, lentezza esasperante del mostro burocratico, ricchi ladri e tantissimi poveracci che si fanno la guerra tra di loro.

Meglio dunque prendersi una pausa dai quesiti attuali (verrà Berlusconi finalmente interdetto? il governo Letta si inchinerà al diktat dell’Europa o cercherà di risolvere i veri bisogni del Paese?…), che del resto servono soltanto ad avvelenarci maggiormente la vita; meglio spegnere la TV, chiudere  per un po’ le infide finestre d’informazione e leggere qualche buon libro. Anzi: qualche buon e-book.

La Skuro Connection ha realizzato per Kindle un’Antologia Sborror (per ora due volumi; ma in programma ce n’è un altro) che, in nuce, contiene tutti i vizi (delitti efferati ed eros; thanatos e follia quotidiana…) che sorprende per qualità di scrittura e per grado di entertainment. La parola “sborror” (TM) (marchio registrato!) è un’invenzione dell’autore di queste storie, franc’O’brain,  che con tale termine designa lo stile delle sue narrazioni.

Divertitevi! Divertiamoci! Rilassiamoci!

Un ritratto tra l’ironico e l’amaro degli Anni Ottanta

 

E’ un romanzo al di fuori dei generi e/o delle parodie dei generi. In ‘Villa Sunshine’ c’è tutto: l’alieno o il presunto tale che forse è in realtà “solo” un angelo caduto dal cielo; la musica progressiva e il pop più becero; un romantico medicus, un architetto visionario, un politichetto accusato di corruzione, una donna che aspetta invano il ritorno di colui che mai fu il suo legittimo sposo; le droghe… E la casa. Questa casa pomposamente ribattezzata “villa” che è l’allegoria stessa del decennio in cui è ambientata la vicenda: gli assurdi, maledetti e teneramente futuristici Anni Ottanta, quando i reality show non erano ancora stati inventati, i telefonini e i computer non erano ancora merce di massa e la ricerca genetica era limitata a rozzi esperimenti su cavie da laboratorio.

”The future is unwritten” sosteneva Joe Strummer: “Il futuro non è stato ancora scritto”… Eppure gli Anni Ottanta – il decennio di Ronald Reagan – sono stati una sorta di pietra angolare per quello che è il nostro presente. E’ come se qualcuno, o un gruppo di persone, avesse allora deciso di “spezzare le gambe” ai movimenti libertari, alla coscienza di classe, e allo Stato sociale, seminando panico, terrore e inaugurando – istituzionalizzandolo! – il concetto di “vita precaria”.

Dopo almeno trent’anni di creatività ad alti livelli (e perciò spesso “sovversiva”), ecco che con il sopraggiungere degli Anni Ottanta si ha il decadimento della musica, della letteratura e del cinema.

E anche per quanto riguarda la moda trattasi di un decennio a dir poco strano (!)…

Il romanzo Villa Sunshine  (ora su Amazon per Kindle), che racconta di quel periodo, ha un’ambientazione rigorosamente italiana, e più precisamente nord-italiana: si svolge infatti tra il Lago di Como e Milano, e a raccontare è Hermann Schmidt.

Ermanno, come lo chiamano gli amici, lavora in un istituto di ricerca genetica. Una sera, mentre fa la vivisezione di alcune cavie, viene sopraffatto dalla stanchezza e la mente gli gioca uno strano scherzo: nell’atmosfera tetra del suo laboratorio, egli si ritrova a rievocare il fantasma di Mara, la sua ragazza di una volta, “perduta” a un capriccio giovanile di lei o al carisma indecifrabile di un tale letteralmente piovuto dal cielo e che risponde al nome di Venceslao Pilleschi

All’apoteosi del suo solipsismo, il dottore si augura fortemente di rivedere la sua antica fiamma, che nel frattempo dev’essere una donna matura. Non solo: Hermann auspica persino di rincontrare l’individuo che gliel’ha soffiata… Perché quell’individuo, quel Vence, era anche suo amico, e l’amicizia ha un ruolo fondamentale nella sua vita (così come è fondamentale per tutti i personaggi che conosceremo in seguito).

Quello di Ermanno Schmidt non è solo un nostalgico desiderio, ma vera e propria precognizione. Per quanto lo riguarda, Hermann dà scontato che rivedrà presto entrambi (Mara e Venceslao), che li ritroverà… Semplicemente perché loro gli stanno mandando segnali telepatici, comunicandogli che vogliono farsi ritrovare.

A cavallo delle memorie di Hermann o Ermanno Schmidt, ci vediamo ricapultati a diversi anni prima, e più precisamente alla data dell’incontro della coppia Hermann-Mara con il misterioso Vence(slao) Pilleschi. L’atmosfera è quasi onirica; come nel ricordo di una mente stanca e confusa (quale in effetti è la mente del ricercatore genetico). L’incontro (quasi scontro) si svolge in circostanze surreali, ed è arricchito da elementi e fenomeni improbabili, simboleggianti i segni di una stravolgente svolta (geofisica, più che sociale) della Terra.

”Mi chiamo Venceslao Pilleschi”, si presenta lo sconosciuto – l’alieno – a lui e a Mara. 

Fin da subito, Venceslao/Vence si rivela essere un bambinone, completamente inadatto alla vita degli uomini; o, almeno, alla vita come essa è concepita nel paesino di provincia in cui vive la coppietta, che lo ha “adottato”. Ben presto, il biondo, irrequieto Vence si dice annoiato e decide di trasferirsi a Milano, dove – sorprendentemente – riesce a riscuotere successo in vari campi, imparando ad adattarsi in tanti ruoli; la sua specialità è di cambiare a piacimento maschere e costumi, parimenti a un attore mestierante. Ma anche nella metropoli la vita è dura, e Vence (che tra l’altro è mancino e inadeguato a svolgere la maggior parte dei lavori manuali) si vedrà costretto ad ammettere la debacle personale, per tornare infine al piccolo paese – presso i suoi tutori -, dove poter leccare le proprie ferite in santa pace. E lì, nella sperduta provincia dall’aura vagamente celtica, troverà consolazione nell’abbraccio della benevolente Mara… La ragazza è talmente innamorata di lui da abbandonare l’esterrefatto Hermann e sparire insieme all'”angelo biondo” risanato. Con il suo nuovo compagno, si inoltrerà nei meandri della grande città, mostruoso macchinario costruito apposta per inghiottire tante umane esistenze.

Da questo punto in poi, il romanzo diventa più realistico, più concreto. I contorni non sono più sfumati, e gli elementi architettonici (in Villa Sunshine l’architettura occupa una posizione predominante) sono costituiti da oggetti ben tangibili, da spazi e corpi riconoscibili. Siamo nell’oggi: 1980, 1981. Mara, ormai una donna non più giovanissima, sta di continuo in attesa che qualcuno le riporti indietro il “suo uomo”: Vence. In tutti questi anni, Vence è rimasto infatti – almeno in spirito – il bambinone di una volta, e, irresponsabile com’è, latita: anche perché schiavo delle droghe sintetiche (dunque, continuamente “in ruota”).

Attorno a Villa Sunshine (la casa in cui la coppia Mara-Vence si era illusa di poter fondare un nido d’amore) ruotano diversi personaggi, tutta gente che va verso la quarantina o l’ha già superata: lo sgangherato El Cato (un musicista rock dall’aspetto spagnoleggiante), un disastrato – e disonesto, bisogna aggiungere – uomo politico del Sud Italia, la sorella di Mara (un tempo reginetta di bellezza, oggi divenuta un’insopportabile matrona) e il marito di costei, che ha la passione dell’architettura. Proprio dall’architetto wannabé Mara deve sorbirsi valanghe di consigli sui cambiamenti che si potrebbero effettuare per migliorare esteticamente la villa… Ma lei è distratta, lei è interessata soltanto a un celere – quanto improbabile – ritorno del compagno. Si accorge di invecchiare, sente di star sciupando la propria vita, e a più riprese (a volte con tono lievemente isterico) esorta i frequentatori della sua dimora a riportargli indietro il suo “uomo-bambino”…

Per caso (o destino) sarà invece Hermann Schmidt, l’infelice dottorino di una volta, votatosi intanto al celibato, a “ripescare” Vence dai marciapiedi milanesi e a ricondurlo da Mara. Hermann Schmidt si vedrà pure messo nella situazione di dover indagare seriamente sulla vera provenienza di questo “idiota bello”, in quanto la ragione gli suggerisce che Vence non può essere né un Messo Celeste, né tantomeno un… marziano sperdutosi nel corso di una missione spaziale.

Il romanzo sfuma in un’atmosfera di cupa malinconia, con la scomparsa definitiva di un umano-troppo-umano Vence(slao) Pilleschi e con la sempre più decrepita Villa Sunshine piena di persone (“amici” di Vence, ma anche amici l’un l’altro) che non fanno che vegetare sognando dei bei tempi andati. “Bei” perché vissuti all’insegna di una pseudomilitanza politica o quantomeno ideologica sotto la guida di un Venceslao Pilleschi allora brillante. Il sospetto che si insinua nel lettore, in queste ultime pagine del romanzo, è che Villa Sunshine sia in realtà una casa di riposo per esistenze derelitte, e che Mara sia una sorta di infermiera che deve prendersi cura di loro.

Attraverso immagini metaforiche trasposte senza alcuna retorica, il romanzo vuole essere l’anamorfosi di un’Italia che riesce a mantenere la sua bellezza, la sua unicità, nonostante ogni turpitudine etica e sociale. È anche un romanzo “d’arte”, nel senso che, oltre che di architettura, vi si parla (attraverso le bocche dei vari personaggi) di musica, di pittura, e perfino di misteri archeologici.

VILLA SUNSHINE

Chi è l’uomo – anzi: l’essere – che afferma di chiamarsi Pilleschi Venceslao? Un angelo che ha perduto le ali? Un… extraterrestre? Pilleschi Venceslao non ha nessun documento con sé e il suo nome non risulta da nessuna parte: in nessun atto o documento, in nessun certificato dell’anagrafe. Di sicuro c’è solo questo: qualcosa non quadra assolutamente col candido sconosciuto che, in un fulgido giorno d’estate, è apparso di colpo nella vita di Hermann Schmidt, di cui diventa amico e al quale ruberà il grande amore della vita.