12 giugno 2018

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http://senzacolpoferire.blogspot.com/2018/06/tre-capitoli-da-doktor-wolf.html

online, gratis: tre capitoli da Doktor Wolf (un docuromanzo che racconta l’ascesa e la caduta di Hitler e del nazismo).

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Prossimamente su Amazon Kindle.

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I Canachi, di Peter Patti.

Romanzo. Cover flessibile, 240 pagg., 11 €

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Storia d’amore e satira sociale a un tempo. Poesia della disperazione. Il cantico (macchiato di sugo) degli italiani all’estero.

Fuga di cervelli??? Beh, questione di punti di vista…

***

Estratto

***

(…) La donna.  Per una vaga analogia, gli ritorna in mente la prima di tutte le donne: la madre.

È vero che pensiamo a nostra madre nei momenti più strani. Mentre siamo a pranzo con i colleghi, l’occhio ci cade sul coperto della tavola e ci rinviene la tovaglia a fiori o a scacchi che ospitò le briciole dei nostri pasti dell’età scolastica e i cui colori assorbivano la luce finché, lo sguardo perduto, non avremmo saputo dire se fosse mattino o sera e se nostra madre cantasse per orgoglio di noi oppure per tenersi compagnia mentre lavava i piatti rammendava spolverava.

Noi non abbiamo mai capito nostra madre: ricambiamo con indolenza il suo affetto. Noi non arriveremo a capire mai la nostra compagna: copuliamo e… ridiamo. Oppure ci incazziamo per i suoi sbalzi di umore… per la sua pateofobia… le sue lune!

Ci ripetiamo che questi capricci non derivano altro che dalla quantità di estrogeni presenti nel suo sangue durante le varie fasi del ciclo. Ma se è così, da dove proviene il lunatismo di noi maschi? Quali maree, quali pianeti influiscono su di noi, convertendoci in orsi, in lupi mannari?

“Britte, Bri’, Gitte. E dovrei rinunciare a te per il miraggio di un Wolpertinger?“.

A questo punto, la vista schiarita e interamente compreso di sé, balza all’impiedi e si incammina con cieca sicurezza. Attraversa uno schieramento di faggi e, come se lo avesse saputo da sempre, ecco laggiù la sua macchinetta con i tipici fanali sporgenti. Avvia il motore e, con tutta la calma di questo mondo, ritorna alla rete di strade cui – ora lo sa – appartiene indissolubilmente.

 

 

VI

 

 

Come abbiamo visto, di pomeriggio era d’obbligo trascorrere almeno una mezz’oretta al Dolomiti.  Roland, i capelli radi e gli occhi tirati all’ingiù, di solito era impenetrabile e poco incline a sbilanciarsi; ma, quando il suo localino non era affollato, si sedeva al fianco di Marco e colloquiava completamente rilassato. A forza di frequentare italiani, il gelatiere tedesco aveva finito col padroneggiare la lingua tosca.

“Mezz’oretta” significa il tempo di bere una spremuta d’arance e scambiare qualche chiacchiera sul caldo, sull’andazzo delle cose nell’universo della ristorazione, sugli avvenimenti sportivi, sulla Crisi del Golfo.

«Roland, credi che scoppierà la guerra?».

«Che ne so, Marco. Scoppierà, non scoppierà… Noi siamo lontani, non può succederci niente.»

La guerra non ci tange, quindi possiamo comportarci da persone di mondo, sorseggiare la nostra bevanda e ostentare l’impassibilità degli esseri superiori. Ma se non altro dovremmo ammettere di aver avuto fortuna: il potersi rivestire di civismo, di maniere squisite, è, infatti, il più esorbitante dei lussi.

«Scoppierà, non scoppierà… Che ne so?».

Oltre ad arrecare morte e distruzione, le guerre segnano la nascita di individui costretti a compiere un passo a ritroso: dal Neolitico al Paleolitico, per così dire. Molti dei sopravvissuti non sono che cadaveri nuotanti in un mare di cadaveri. Tanti altri – i padri, i fratelli, i figli – sono stati deportati o eliminati da un cecchino, caduti sul campo o precipitati in un cratere. Loro, i sopravvissuti, vagolano come morti viventi. A casa le loro donne li piangono come vedove mentre sono costrette a concedersi ai militi delle truppe vittoriose. Le stagioni penseranno a fugare il ricordo, e un giorno degli zombie resterà solo il nome – ma neppure questo è certo. Dispersi per valli e monti nelle “zone franche”, oltre quelle che furono le trincee nemiche, nelle terre di nessuno, questi solitari si pascono di erba. Passaporto e uniforme sono ininfluenti, il loro nome è stato radiato dagli atti notarili.

Svuotati da ogni desiderio, si smarriscono in città sconosciute, dove un idioma straniero gli si infilza nella gola. Rimangono sordi al richiamo dei tamburi e nessuno gli offre un bicchiere di acqua quando hanno sete; figurarsi una spremuta d’arance!

Ma con Roland non si poteva parlare di queste cose. («Noi siamo al sicuro, qui. La tragedia non ci sfiora.») Da beneducati cittadini dell’Europa moderna, si intavolavano altri argomenti, argomenti che vertevano sostanzialmente sulla cerchia dei conoscenti: personaggi comuni, con una testa, due braccia e due gambe all’incirca come me e te. Al Dolomiti  si poteva parlare – e lo si faceva spesso, difatti – di locali.

Ogni volta che Marco passava in rassegna insieme a Roland la situazione dei locali della zona, la struttura del microcosmo in cui viveva gli appariva secondo la visuale dell’economista. Gli sembrava di scorgerli, questi proprietari di discoteche, birrerie e ristoranti, mentre a sera, nei periodi di baisse,  facevano la ronda sulle loro supercilindrate spiando i parcheggi dei concorrenti per vedere chi incassava di più, se si incassava, e capire come mai da una parte c’era il pieno di gente mentre dall’altra regnava il vuoto sbadigliante. Incontrandosi ai crocchi, fingevano di non vedersi, oppure si scambiavano un breve saluto attraverso il parabrezza. O, ancora più ipocritamente, frenavano, scendevano e si venivano incontro con un «Oh che combinazione!» e «Carissimo! Passavo di qua per caso», sorriso marca Actors’ Studio e mano tesa in avanti.

Anche Geppo e Giovanni, a turno, andavano in ricognizione. La storia di Traumfurt era, per certi versi, la storia dei locali di Traumfurt: un gioco laborioso di alleanze e di simpatia-antipatia. Su questo tema i due compari la sapevano lunga, almeno quanto Roland, e potevano narrare con copiosità di dettagli e accurati richiami cronologici.

Il Dolomiti  era un punto di ritrovo fermo. In mezzo a tutti, smilzo e con i baffetti appuntiti, Roland cuciva conversazioni, redimeva peccatori, smorzava liti, informava sul valore giornaliero del marco, illustrava probabili investimenti redditizi; spesso più a suoni gutturali che a parole compiute, e senza l’obbligo di facili tueggiamenti. Inoltre scambiava soldi, produceva caffè semplici o corretti, infilava una cannuccia, offriva una sigaretta… Era un palo di sostegno e stava costantemente all’erta per scoprire ciò che avrebbe potuto sostenere ancora. Riempiendo coni e coppette, puntellava con il pensiero muri fatiscenti. Al di sopra del tetto si allargava un cielo tipicamente teutonico, wagneriano addirittura; pronto a crollare da un momento all’altro. Ma adesso era parzialmente nuvolo: lo strato di bambagia ne avrebbe attutito la caduta.

Anche quel pomeriggio sciamarono nella gelateria le solite scolarette, subito attorniate dagli italici soggetti. Fumando e bevendo, le ninfe a scartamento ridotto (Gundi, Julia, Luzi…) si misero a chiacchierare di pillole e preservativi: un tema che era evidentemente ormai di dominio pubblico. Marco si chiese se avessero mai sentito parlare del metodo di Ogino-Knaus (che, nella bocca di Giovanni, diventava meravigliosamente “metodo di Vagina-Grass”). La “sua” Nicole era in mezzo alle altre, ma – prese nota lui, non senza soddisfazione – non era tra la più impertinenti.

Fece il suo ingresso Geppo, perpetua attrazione di Traumfurt e dintorni. Aveva parcheggiato davanti al Dolomiti  la sua Mercedes 200D che ormai cadeva a pezzi. A mò di saluto, tuonò di avere una gran fame. Buffo tipo di ristoratore! «La fine del porco è l’inizio del prosciutto», citò da Anonimo, prima di addentare un panino imbottito, una delle specialità del Dolomiti.

Poco dopo arrivò anche Giovanni, esile e distinto, sempre carico di vis comica e con un’ombra di camera da letto che gli segnava il volto smagrito. Trovato posto, lo chef de cassius  svuotò sul tavolo il contenuto di una borsettina di cuoio. Una pioggia di monete si riversò tra i posacenere, i pacchetti di sigarette, le bibite e i mazzi di chiavi. Marco ignorava che Giovanni si interessasse di numismatica, e quello gli spiegò che era una passione che aveva scoperto di recente. Per lui il valore reale dei reperti era irrilevante; ad affascinarlo erano le monete esotiche: più esotiche erano e più se le teneva care. Disse di averne già chieste al trasportatore di mattoni turco Alì Fuat, alla scostante camerierina dello Shangri-La,  allo slovacco insonnolito che faceva il portapiatti all’Alexis Zorbas  e a Dimitri, cuoco dell’Alexis Zorbas  che assomigliava al pupazzo semprimpiedi con cui si giocava da bambini. Con tutti gli stranieri che c’erano in giro, non ci voleva nulla a procurarsi esemplari insoliti! Il clou  della sua collezione era costituito da certe monetine giapponesi talmente leggere che, a lanciarle in aria in un giorno ventoso, si rischiava di non ritrovarle più.

Un piccolo pubblico si raccolse intorno al tavolo, ma Giovanni-Giacchettov non concesse a nessuno il tempo di lustrarsi gli occhi ai vari ducati e talenti, ai pezzi di rame e ai pezzi d’argento, alle patacche con sopra un’aquila o il profilo di un tiranno re: tornato a radunare il gregge di spiccioli, lo spinse dentro il sacchetto di cuoio. Poi si diede a girellare per la gelateria, domandando ai connazionali se fossero in possesso di un esemplare delle storiche cinquecento lire. Infine rimase a scherzare con le mocciose. Alle sue spalle, Roland gli promise di fargli recapitare una preziosa rarità: il cinque marchi d’argento degli anni Cinquanta – un semi-doblone. «Wow!», fece il vivace “caprino“, «vielen Dank.»  Ma già stava scambiando battute con le pubescenti tutte deodorante e risarelle, dimentico dell’altro suo passatempo.

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Un romanzo sull’emigrazione italiana in Germania.

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franc’O’brain è su “GoodReads!”

Vi troverete la lista dei titoli dei suoi libri.

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“Sborror” (TM) è un termine che indica una letteratura di stampo horror con elementi weird.

È il marchio di fabbrica di franc’O’brain, che fin dagli anni 90 si fa notare come cyberscrittore, traduttore dall’inglese e dal tedesco, romanziere splatter… ma anche autore serio (vedi il suo romanzo I Dolori di Cyberius).

 

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Gratis: l’eBook su Leonard Cohen

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Leonard Cohen (“Sincerely, yours…”)

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Dalla nostra Collana unQuartino

 

#musica #LeonardCohen #eBook #PeterParisius

1 gennaio 2018

1 gennaio 2018

                                 1gennaio

I dolori di Cyberius

franc’O’brain

romanzo

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Smettere di fumare

29 dicembre 2017

Scrive The Guardian:

“New advertisement from Public Health England urges smokers to quit”.

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Smettete di #fumare, by Jove! Se vi serve un consiglio, una buona guida… eccone qui una, scritta da un ex fumatore:

 

NO SmoKE – ‘Le sigarette sono nazi’ (formato eBook)

 
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Iniziate il #2018 con un proposito… propositivo!

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È la storia di Giona, il classico amico di gioventù “sfigato” che, attraverso i versi, cerca di sopravvivere nella bolgia periferica di una città del Mezzogiorno.

Finché un giorno, insieme a “Scarabocchio” (un cane randagio che viene accolto nella sua confusionaria  famiglia), il giovane non si metterà finalmente in viaggio: verso il Nord, verso un’agognata indipendenza economica e… un sognato amore.

Gli riuscirà infine di riscattarsi, realizzarsi?

 

 

Giona, di Peter Patti.

Sottotitolo: “Un romanzo della Prima Repubblica”.

Amazon Kindle, EUR 2,50

Breve biografia

6 ottobre 2017

La pagina dell’autore –
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Settembre. Settemb. Sett. S.

23 settembre 2017

I dolori di Cyberius

franc’O’brain

romanzo

 

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#horror #fanstascienza #sf #musica

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Pistoia. Un essere inqualificabile si aggira per la città. È il nipote di un celebre fisico italiano. Alla ricerca delle proprie radici… e del proprio sé contorto e corrotto. Finirà, durante le sue investigazioni, persino nelle zone dove agì il Mostro di Firenze…

 

Su Amazon Kindle (eBook)

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Peter Patti – i siti

27 aprile 2017

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*** Skuro Connection è un marchio registrato (franc’O’brain design projects, 2002-2022)

Il “nostro” Peter Parisius, che oltre a fare lo scrittore è un esperto gastronomo, ci assicura di non aver paura degli “esperimenti”… almeno a Natale!

 

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“Si chiama Gourmet, ma ce n’è di diverse marche… In Germania, il panettone va molto più del pandoro, in termini di vendite. Probabilmente perché amato dai nostri connazionali emigrati, che lo hanno fatto conoscere anche agli… indigeni. Ho voluto provare dunque questo Gourmet e… accipicchia! Davvero buono. Del resto, è fatto secondo la ricetta tradizionale.”

 

io-estrapolare  Lo scrittore-cuoco giramondo ha un proprio gruppo su Facebook dal nome ‘Ricette (by Peter Parisius)‘. Presso di noi ha pubblicato due brevi volumi che hanno a che fare con la psicologia applicata, non con la cucina. Il primo è Le sigarette sono nazi (per chi vuole smettere di fumare) e il secondo La vera piramide della felicità. Ambedue apparsi nella collana unQuartino.

 

Sua anche una fortunata mini-biografia su Leonard Cohen.

 

 

Ma sì, festeggiamo il Natale… Non si sa mai. Potrebbe essere l’ultimo.

albero-natale

I dolori di Cyberius

17 dicembre 2016

C’era una volta un ragazzo appassionato di computer, in un’era in cui il PC non ce l’aveva nessuno. Lui e i suoi accoliti venivano considerati mezzo folli

 

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… sulla nostra pagina di Facebook!

Skuro Connection     thumb-up

… ecco il nostro opuscolo (di un’ottantina di pagg.) dedicato a Leonard Cohen. Sarà lui il prossimo… Premio Nobel per la Letteratura? Certo è che Lenny (che fu un poeta e romanziere prima di darsi alla musica) se lo meriterebbe!

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eBook — Amazon Kindle

>>Svoltai l’angolo mentre dal minareto più vicino risuonava l’ha’hallah che salutava il nuovo giorno.
Era un mattino di caldo inesorabile, nonostante l’estate fosse già trascorsa. Sul bordo inferiore del cielo giallastro
ardeva un sole strano, che sembrava essere formato da due dischi sovrapposti. Già molti, tossendo e sputando, si lamentavano per la sete; e intanto si affrettavano verso Times Square o il Village, dove, con un pizzico di fortuna,
avrebbero ricevuto la loro razione di acqua.
Nella mia borraccia ce n’era ancora un po’, conservata dal giorno precedente: decisi di farmela bastare, per evitare il tremendo parapiglia davanti alle botti…<<

 

‘Città dell’Alfabeto’ gratis sul web…

http://www.musicaos.it/testi/peterpatti/alphabetcity_peterpatti.pdf

 

… o per EBook su Amazon Kindle:

https://www.amazon.it/Città-dellAlfabeto-Peter-Patti-ebook/dp/B007W51SQ6/

#fantascienza

Un messaggio del grande franc’Obrain
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Prossimamente:

‘Via Diaboli’

Un fantasy moderno in versione eBook. Non lasciatevelo sfuggire! Visitate intanto la pagina dell’Autore e consultate la lista delle altre sue opere.

 

 

Via Diaboli: un giovanotto italiano emigrato in Germania apprende di dover morire. Gli danno la possibilità di poter prolungare la sua vita, sia pure di soli sette anni. Lui decide di affrontare il viaggio, che si rivela metafisico e durissimo…

 

 

Un libro divertente e triste a un tempo. Profondo ma anche lieve; lieve come il fruscio del cipressi in un autunno di morte.